Comitato Scientifico

ORGANIGRAMMA

Luca Manni – presidente Associazione

Dr. Speranza – Oncologo – Medicina Naturale – https://www.giovannibattistasperanza.it

D.ssa Panico – Nutrizionista – fitoterapia – agopuntura – omeopatia – http://www.medineur.it/2017/03/27/dott-ssa-cinzia-panico/

D.ssa Rea – psicoterapeuta – https://www.linkedin.com/in/alessandrarea/

Dr. Bellezza – Chirurgia ricostruttiva – http://www.medineur.it/2017/03/27/dott-francesco-bellezza/

Dr. Pavoncello – Chirurgia –http://www.davidpavoncello.com/profilo-personale/

 

 

 A CHI CI RIVOLGIAMO

Approccio integrato di cura per :

pazienti oncologici:

  • avanzati ( stadio III / IV)
  • standard ( da 6 mesi a 1 anno della diagnosi. già in cura )
  • sani ( primi 6 mesi dalla diagnosi )

pazienti oncologi in quiescenza

pazienti con malattie degenerative varie

soggetti “sani”

prevenzione

METODO AMON

La AMON nasce con l’obiettivo di affiancare il paziente oncologico, nel suo percorso di cura, privilegiando un intervento pluridisciplinare sempre in perfetta sintonia con le ufficiali cure antitumorali stabilite dalle linee guida: chirurgia, radioterapia, chemioterapia e le altre.   Il metodo prevede l’affiancamento alle cure tradizionali, di cure complementari che completano l’iter terapeutico del paziente nella sua lotta contro la malattia tumorale. Una particolare attenzione è rivolta verso l’aspetto psicologico, l’alimentazione e l’utilizzo di sostanze che madre natura ci offre.

Il metodo AMON non vuole indurre ad abbandonare le normali misure adottate per contrastare i tumori, ma spiega come queste possano essere proficuamente integrate e potenziate, la sua applicazione aiuterà il paziente a capire meglio la sua nuova realtà e gli fornirà gli strumenti e le energie per superare più facilmente gli effetti collaterali delle terapie tradizionali. Una parte importante è rivolta anche alla prevenzione, cercare di aiutare le persone a realizzare un perfetto stile di vita, soprattutto nell’ambito di una familiarità oncologica, in questi casi inoltre dopo una attenta anamnesi spiegare alla persona l’importanza di eseguire i test genetici per avere un preciso programma di controllo.

Il metodo AMON si sviluppa attraverso dei cardini fondamentali:

 ALIMENTAZIONE: (Dott.ssa Cinzia Panico).  Gli attuali studi attribuiscono all’ alimentazione una responsabilità di incidenza sull’insorgere del cancro compresa tra il 50 ed il 70%, più dell’inquinamento che contribuisce per il 5 – 10 %. Prove determinanti sono fornite dagli studi statistici definiti “ecologici” o “di correlazione geografica”, che analizzano l’incidenza delle malattie tumorali in diverse aree geografiche. Le differenze sono molto forti per esempio    Il cancro dello stomaco in Giappone è 25 volte più frequente che in Uganda, quello del colon negli Stati Uniti è 10 volte più diffuso che in Nigeria e il cancro del fegato in Mozambico è 100 volte più frequente che in Inghilterra. In questi e molti altri casi, le responsabilità del cibo e delle abitudini alimentari sono evidenti.  La conoscenza delle proprietà di alcuni alimenti è  di fondamentale importanza per ridurre il rischio di ammalarsi. Questo a livello preventivo. Nella malattia il problema alimentazione diventa importantissimo, è fondamentale la conoscenza delle proprietà antitumorali dei vari alimenti ma soprattutto formulare una dieta personalizzata per il paziente che spesso oltre alla malattia oncologica ha altre problematiche come ad esempio uno stato di malnutrizione o al contrario di obesità, oppure ha delle co-morbilità tipo diabete o ipertensione, problemi renali o epatici. Al modo di mangiare però deve essere associato uno stile di vita sano. Quindi e ormai assodato che una sana alimentazione, ricca di cereali integrali e legumi, frutta e verdura, con poca carne rossa e una fortissima riduzione del consumo di bevande zuccherate e carni conservate, protegge dallo sviluppo di tumori e sembra possa contrastare efficacemente anche l’insorgenza di recidive di malattia.

PSICOLOGIA: (dott.ssa Alessandra Rea) La parola tumore purtroppo è associata ancora, nell’immaginario collettivo, ad un processo di morte. Non è più così, quando la malattia è diagnosticata in tempo la guarigione sfiora il 95 % dei casi, nei casi invece dove la diagnosi è ritardata con le cure attuali si cerca di cronicizzare la malattia e fare in modo di conviverci.  La diagnosi di tumore crea seri problemi psicologici al paziente ed ai famigliari che lo circondano. Si innescano una serie di problematiche che se affrontate in modo giusto aiutano il paziente ad affrontare l’iter terapeutico in modo positivo e ciò è fondamentale. E’importante essere aiutati in questo percorso perché vanno messe a fuoco tutte le problematiche che devono essere affrontate. I pazienti oncologici vivono una situazione di fragilità emotiva e di instabilità legata proprio all’incertezza di una prognosi quo ad vitam

PROTOCOLLO SPERANZA: (dott. G.B.Speranza)  associazione di   Fitoterapia  (utilizzo della Mangiferina ), Ozonoterapia,  terapia con Soluzione Naturale (Escozul) ed Ipertermia Oncologica, più valutazione di caso in caso delle terapie di supporto : somministrazione di Vitamina C e Glutatione.

FITOTERAPIA: Negli ultimi anni una grande quantità di studi scientifici ha dimostrato lacapacità antitumorale di varie sostanze naturali ed ha evidenziato anche  i meccanismimolecolari attraverso cui essa si realizza. Tali scoperte hanno rivoluzionato soprattutto le prospettive della prevenzione ed un valido supporto alla cura del cancro.

Queste conoscenze consentono ora di valorizzare e utilizzare oltre alle risorse che da sempre fanno parte del nostro comune patrimonio, anche quelle che costituiscono un nostro immenso e ancora largamente ignorato capitale terapeutico.

La medicina naturale permette a sua volta di attuare una cura bio-sostenibile,perché non produce la tossicità della chemioterapia e radioterapia, anzi cerca di contenerla.

Il fatto che fino ad oggi la medicina ufficiale non si sia ancora arricchitadelle conoscenze scientifiche realizzate nell’ultimo decennio sulla medicina naturale, non riflettesemplicemente il normale ritardo con cui la clinica accoglie le scoperte dellaricerca, ma anche, e in primo luogo, un dato estraneo all’una come all’-altra: l’impossibilità di eseguire un brevetto delle sostanze naturali e quindi lascarsa appetibilità economica che esse manifestano per l’industria farmaceutica.

Il protocollo non solo realizza una brillante sintesi dei dati scientifici attualmente

disponibili sulla prevenzione e la cura naturale del cancro, ma soprattutto spiega per la prima volta come una specifica associazione di sostanze possa da un lato potenziare la risposta immunitaria del paziente oncologico e dall’altro attaccare i moltepliciprocessi che sostengono la malattia tumorale.

La MANGIFERINA : è un polifenolo, il glucosilxantone, molto particolare nella sua formula di struttura presenta otto gruppi  – OH   esercita diversi   effetti biologici specifici:

  1. A) Attività antinfiammatoria: modifica la sintesi degli eicosanoidi, modula diversi enzimi tra cui la telomerasi, ciclossigenasi e lipossigenasi e interagire con diverse vie di trasduzione del segnale.
  2. B) Attività antiossidante: interagisce con i radicali liberi eliminandoli,
  3. C) Attività antitumorale: inibisce la proliferazione delle cellule tumorali
  4. D) Attività Metabolica : Anti-diabetica e Anti-iperlipidemica
  5. E) Attività antiangiogenetica: interagisce con la apoptosi caspasi-dipendente
  6. F) Attività di prevenzione sulle disfunzioni dell’ endoteliali vasale .Inibisce l’aggregazione piastrinica : effetto antitrombotico
  7. G) Attività antivirale soprattutto nei confronti dell’Herpes zoster e del virus responsabile   dell’immunodeficienza umana (HIV) responsabile dell’AIDS.

La mangiferina ha diversi meccanismi di azione ma soprattutto interagisce con i sistemi di trascrizione genica NFkB e Sirt

L’OZONOTERAPIA: l’ozono è lostato allotropico della molecola dell’ossigeno. La somministrazione rientra nel gruppo delle terapie ossidative. Viene somministrato in diverse modalità, la più importante è la grande auto emotrasfusione, altre modalità sono le insufflazioni rettali e per infiltrazioni locale. Quest’ultima metodologia serve soprattutto per le patologie degenerative a carico della colonna lombare e delle articolazioni. L’Ozono una volta somministrato in pochi secondi scatena una serie di reazioni soprattutto a livello dei mitocondri, gli organuli cellulari deputati alla produzione di energia 

L’IPERTERMIA : lipertermia oncologicaè impiegata nella cura dei tumori solidi, sia in  combinazione con la radioterapiae/o chemioterapia, sia da sola, come trattamento palliativo per migliorare le condizioni generali del paziente. Essa consiste nel riscaldare tra i 41 °C ed i 44 °C le lesioni tumorali di diverse dimensioni poste a diverse profondità in organi o parti anatomiche del corpo umano. L’ipertermia è un trattamento estremamente selettivo in quanto produce minimi effetti sulle cellule sane mentre danneggia le cellule tumorali sottoposte ad un riscaldamento sino a 45° grazie ad un fenomeno detto apoptosi. La tossicità della terapia ipertermica è estremamente bassa ed il trattamento è ben tollerato. La maggiore efficacia del trattamento di ipertermia oncologica si ottiene associandola ai tradizionali trattamenti terapeutici quali la chemioterapia e la radioterapiache ne sinergizzano l’azione.

ESCOZUL O SOLUZIONE NATURALE: Nel 2004 la LABIOFAM, industria farmaceutica di stato cubano, ha cominciato a studiare in modo scientifico il veleno dello scorpione Rhopalorus junceus, chiamato anche scorpione blu,  specie endemica  che vive solo a Cuba  e che veniva utilizzato nella medicina tradizionale cubana da più di due secoli. Sono stati evidenziati almeno otto principi attivi con potenzialità antitumorali, antinfiammatorie ed analgesiche. L’azione maggiore si ha sulle neoplasie solide è invece molto scarsa nei tumori ematopoietici. L’azione antinfiammatoria ed analgesica viene utilizzata anche in malattia tipo artrite reumatoide, la fibromialgia ed il lupus ed altre forme di malattie autoimmunitarie. Attualmente più di 25.000 pazienti oncologici nel mondo hanno utilizzato tale farmaco che è ancora in fase di studio. Uno studio presentato al congresso LABIOFAM del 2013, durato 25 mesi ha evidenziato: un miglioramento della sintomatologia dolorosa, dell’appetito, dei parametri ematologici e dello stato generale.