La nascita

LUCA LA SITUAZIONE E’ GRAVE: TENTEREMO CON DELLE CURE SPERIMENTALI  E VEDIAMO COME REAGISCE TUO PADRE…….. MA LE ASPETTATIVE DI VITA SONO MINIME.

chissa’ quanti di voi, come noi, hanno dovuto gestire l’angoscia profonda che ha invaso corpo e anima quando il medico di riferimento ha pronunciato questa frase.

Era l’inizio dell’estate del 2009, quando all’IFO di Roma il medico ha pronunciato questa frase, il soggetto era mio padre.

Il medico, austero e distante con il suo camice bianco, con gli occhiali calati sul naso, defilato rispetto alla lunga vetrata che percorre il corridoio curvato e infinito del II piano dell’Istituto, quasi in cerca di maggiore luce, per scovare tra le poche righe di quella TAC, una parola, una termine medico che poteva accendere un minimo di speranza nei miei occhi. Purtroppo erano i suoi di occhi  a parlare: e non riuscivano a comunicare nulla di buono.

Paura.

La prima sensazione forte che ho avvertito.

Tachicardia e smarrimento.

Le reazioni inconsce che sono divampate in me  e che violentemente hanno spalancato una porta sul passato riportandomi a quel dicembre del 2005, quando alla Clinica Pio XI di Roma, in una stanza che tracimava ricchezza da ogni angolo, un altro medico, con lo stesso atteggiamento, leggendo la mia TAC mi ha comunicato : ” LUCA MI DISPIACE: E’ UN TUMORE. DOBBIAMO INTERVENIRE SUBITO…”

Nei giorni a seguire confusione e impotenza mi toglievano quasi il respiro. I timidi approcci di amici e familiari volti a sminuire la gravita’ alimentavano ancora di piu’ la rabbia e la voglia di urlare al mondo e a Dio… NON E’ GIUSTO.

Da lì la consapevolezza che di Tumore non si guarisce mai: il fantasma della paura e’ ingestibile…

La conoscenza dell’esistenza delle note cure alternative non riusciva a scalfire neanche un po’ il mostro di rabbia che mi stava soffocando.

La mia moto.

Compagna inseparabile delle fughe e dei momenti di tristezza.

Circo Massimo.

Un luogo carico di ricordi dall’adolescenza alla maturita’.

Una sigaretta accesa.

Una fantastica debolezza. Appoggiato alla mia moto a cercare di trovare in quel mozzicone forza e idee…

Piero.

Un pensiero rivolto ad un amico che in quella confusione mentale non c’entrava un cazzo,  da lì l’accenno di un sorriso: L’incontrollabile e irrazionale peregrinare della mente mi portava a ricordare le tante battaglie fatte con Lui, ai momenti ludici e intensi legati al nostro difficile ma affascinante lavoro. La mancanza delle sue battute nei contesti piu’ critici e pericolosi, accompagnate dalle strategie operate  da un genio unico…

Genio e sregolatezza erano i termini con i quali tutti lo identificavamo. Ma il genio era ormai volato a Cuba, dopo una svolta obbligata ma necessaria della sua vita.

Cuba.

Era proprio Piero che durante una cena tra vecchi amici aveva accennato alle grandi conoscenze mediche cubane, e di quanto fosse all’avanguardia la ricerca e la sperimentazione di prodotti medici su tutti i campi.

Una telefonata a Piero nella speranza di trovarlo in Italia e trovare nel genio qualche parola diversa e confortante.

Piero era a Roma, dopo aver ascoltato il mio sfogo e la mia profonda frustrazione mi disse che sarebbe rimasto a Roma per qualche giorno, per risolvere un piccolo problema di salute con la madre, ma che una volta rientrato a Cuba si sarebbe subito attivato per acquisire quante piu’ informazioni sulla cura del cancro a Cuba.

Di li’ a qualche giorno una telefonata di Piero agghiacciante: “ LUCA, IL PICCOLO PROBLEMA DI MIA MADRE E’ IN REALTA’ UN TUMORE IN STATO AVANZATO… E’ IN FASE TERMINALE.”

Altra doccia gelata.

La rabbia iniziava  pero’ ad assumere contorni diversi. La necessita’di fare qualcosa, la voglia di non rimanere impassibili e inerti davanti al mostro e  il bisogno profondo di iniziare una nuova battaglia stavano maturando.

La reazione violenta di Piero era prevedibile.

A distanza di venti gironi il genio era pronto alla rivoluzione.

Involontariamente e inconsapevolmente avevamo gettato le basi per l’operazione piu’ difficile e rischiosa che nessun organismo investigativo avrebbe mai pensato di iniziare.

I mesi successivi furono caratterizzati da una ricerca spasmodica di informazioni, da una indagine condotta a Cuba finalizzata alla conoscenza delle terapie intraprese dalle  persone malate di cancro e dalla vitale necessita’ di acquisire dati certi.

Tutto ci rimandava al VENENO DE ALACRAN, per intenderci all’escozul.

Alla fine del 2009 la decisione e la speranza.

Iniziamo a somministrare ai nostri genitori la tossina ricavata dal veleno dello scorpione azzurro.

Dapprima con molta paura,  derivata dalla non conoscenza di un prodotto si naturale, ma derivato di un veleno:  uno scetticismo credo più che legittimo, per chi come noi è nato e cresciuto in un contesto sociale  dove la medicina allopatica è il primo strumento al quale si ricorre in casi simili.

Ma la fiducia nei dati acquisiti, nei medici cubani, e la sensazione che tutto quello stava accadendo non era un semplice caso, piuttosto l’inizio di un qualcosa di importante al quale eravamo predestinati, ci ha dato la forza di partire.

Di fatto, a gennaio del 2010 il viaggio e’ iniziato.

La fiducia e la speranza sono cresciute simultaneamente, se non altro nell’osservare i miglioramenti di mio padre e della mamma di Piero in termini di condizioni fisiche generali..

Dopo qualche mese, stante le buone condizioni fisiche generali di mio padre ed una apparente stabilizzazione della malattia, i medici italiani hanno deciso di sospendere la chemioterapia.

La mamma di Piero non era piu’ considerata malata terminale ma in fase di lieve miglioramento.

Forse un caso ? forse le terapie convenzionali che comunque erano proseguite regolarmente stavano dando risposte positive ?

Probabile. Ma  a Noi ci piaceva pensare che anche lo scorpione era entrato in gioco.

L’interesse circa tali positivi risultati e’ iniziato a crescere proporzionalmente ai miglioramenti dei nostri genitori.

Amici e parenti, che inizialmente ci osservavano compassionevoli ora iniziavano fare domande piu’ specifiche su questo veleno.. sulla cura dello scorpione…

Il medico.

To be continued …